Piazza Fresi
Piazza Fresi Piazza Fresi

Comune e Territorio

 

CENNI STORICI

Parau(toponimo con cui la località è indicata nelle prime carte catastali sardo-piemontesi) affonda le sue radici nell'habitat disperso degli stazzi (proprietà di campagna) che, già nella prima metà dell'800, sorgevano numerosi lungo la valle del Liscia (20 km di lunghezza, il fiume più importante della Gallura), abitati da quei pastori-agricoltori che costituiranno le prime famiglie del paese.

La vita della comunità residente iniziò ufficialmente nel 1875, quando il proprietario terriero Giovan Domenico Fresi costruì la prima casa dove oggi è la piazzetta che porta il suo nome. Fino a quel momento, l'unico centro abitato della zona era l'isola di La Maddalena che iniziò a popolarsi stabilmente nel 1767 con i militari del Regno Sardo-piemontese. Il benessere di Palau era perciò direttamente collegato al momento di fervore che La Maddalena stava vivendo in qualità di base strategica della Marina Militare.

Dal 1887 cominciarono a sorgere anche sulle colline di Palau, la fortezza di Capo d'Orso, di Baragge e prima fra tutte, di Monte Altura, visitata alla vigilia della Prima Guerra Mondiale dal re Emanuele III.

Nel 1899 la costruzione della chiesetta dedicata a Nostra Signora delle Grazie diede il segno di una comunità ormai consolidata con circa 450 residenti.

Dalla crisi economica del Dopoguerra, che costrinse molti abitanti a emigrare, si arriva al boom del turismo, che ridisegna l'economia e la vocazione del luogo.

La storia inizia nel 1960 quando Rafael Neville, Conte di Berlanga, acquistò un primo tratto di terreno nella località di Punta Sardegna dalla famiglia Cudoni dando così vita alla prima iniziativa turistica della Gallura che oggi porta il suo nome “Porto Rafael”.

Rafael raccontò che da ragazzo ebbe una visione: “un regno tutto mio in una baia e 7 isole incantate con una piazzetta e poche case bianche”. Fra i primi amici che lo seguirono Dino Da Ponte, banchiere ebreo, che successivamente in nome della società Anglo Italiana della Punta Sardegna ne prosegui e amplio l’opera di definizione.

Rafael era un personaggio molto importante, che diede un grande contributo all’industria turistica, sia in Sardegna che in Spagna, ma che mai cercò notorietà per il suo operato.

Nato a Malaga, da una nobile famiglia spagnola, suo padre era Edgar Neville, scrittore, diplomatico, produttore di molti film di successo del grande amico Charlie Chaplin ma anche grande amico di Picasso, la madre, invece, era Margarita Rubiu Arguelles, zia del re di Spagna.

Il primo progetto di sviluppo immobiliare di Rafael fu su un terreno di sua nonna, Doña Carlotta Alexandra, nella Costa del Sol nel sud della Spagna. Con il suo carisma, Rafael trascinò tutto il jet-set di allora in questo paesino: Torremolinos, diventando il punto d’incontro di tutte le celebrità d’Europa. Poi ci fu Marbella e nel 1958, la scoperta della Sardegna, ancor prima che la scoprisse Karim Aga Khan. Infine la creazione del suo ultimo sogno, Puerto de Mogan, sull’isola delle Gran Canarie.

A seguito di questo profondo cambiamento, Palau declina così la civiltà degli stazzi, ma il territorio e la sua storia ritornano alla ribalta come valori da riscoprire e far conoscere ai visitatori. Nascono così altri insediamenti turistici, il porto commerciale e turistico, le attività commerciali e alberghiere, i cantieri navali, i villaggi vacanze, i centri benessere e dello sport che poi oggi  hanno trasformato il Comune di Palau in  una moderna e nota località turistica che si affaccia sul Parco geomarino dell'Arcipelago di La Maddalena. 

Considerato ormai da anni meta obbligata sia per il turismo Italiano che Estero, Palau, garantisce con le sue qualità, il luogo per una vacanza ideale: mitezza del clima; limpidezza e particolari sfumature del mare; caratteristiche erosioni delle sue scogliere (L'Orso); la presenza di piccole e grandi spiagge;  la disponibilità di attrezzature sportive attrezzate, di molteplici locali commerciali che animano le calde giornate e serate estive;

Queste sono solo alcune delle cose che potrete trovare.
Senza poi tralasciare l'opportunità di effettuare numerose visite nelle zone di notevole importanza archeologica e alla possibilità di utilizzo di un porticciolo turistico con 400 posti barca a pagamento completamente attrezzato anche per effettuare escursioni via mare, il tutto unitamente abbinato alla particolare cucina e gentilezza del popolo Gallurese.

Palau si trova sulla costa settentrionale della Sardegna, nelle vicinanze della famosa Costa Smeralda, in Gallura, e costituisce il porto di accesso per l'arcipelago di La Maddalena.

CAPO D'ORSO: TRA STORIA E LEGGENDA

Simbolo di Palau, la Roccia dell'orso, ubicata frontalmente all'isola di Santo Stefano, è il monumento naturalistico che caratterizza e domina la costa di Palau. Si trova sulla sommità dell'omonimo promontorio granitico, a 122 mt sul livello del mare.

Nei millenni, i processi di idrolisi hanno forgiato questo masso granitico conferendogli la forma di un grosso orso in cammino. La roccia era già ben caratterizzata morfologicamente nell'antichità: Tolomeo ne trascrisse le coordinate geografiche riferendosi a Arcti promontorius (roccia dell'Orso). Secondo lo studioso Victor Bèrard questo è l'unico punto del Mediterraneo in cui potrebbe essere ubicata la terra dei Lestrigoni dove Ulisse approdò nel suo peregrinare, nel X libro dell'Odissea (contemporaneo alla civiltà nuragica di cui Palau ne riporta importanti testimonianza), quella terra cioè in cui Omero collocò lo sbarco del navigante Ulisse alla ricerca di cibo e acqua per l’equipaggio e dove lo stesso condottiero Greco, conobbe una grande sconfitta. L’episodio è descritto nel libro dell’Odissea e narra che Ulisse, presa terra per approvvigionare le sue navi in una fonte detta Artacia, ovvero sia Orso, mentre attingeva l’acqua vide alzarsi in lontananza fra i monti un filo di fumo, presagio di presenza di gente indigene. Avvicinandosi a quel luogo incontrò una fanciulla di statura notevole alla quale cerco di parlare, ma la ragazza impaurita iniziò a gridare per richiamare l’attenzione degli uomini. Erano uomini di statura gigantesca guidati da Antifate re dei Lestrigoni. Un popolo di cannibali che fecero banchetto con gli uomini di Ulisse dopo averli catturati con la loro grande forza fisica e distrussero anche due delle navi di Ulisse gettandovi sopra dei macigni, mentre Ulisse fu costretto a ritirarsi precipitosamente con l’unica nave rimasta.

Ci sono realtà storicamente accettate sulla roccia dell’Orso: studi e ricerche in sito hanno evidenziato in questa zona, la presenza di attività umana fin dal periodo prenuragico e nuragico con ampia documentazione di frammenti ceramici e altri oggetti di natura litica.

L’Orso è diventato Monumento Nazionale su decreto dell’assessorato all’ambiente della regione nel 1993.

A pochi metri dalla roccia dell'orso, troviamo la batteria di Capo d'Orso (1890) e il faro di Capo d'Orso, costruito dalla Marina Militare nel 1924 e nelle zone limitrofe sottostanti alla frazione di Capo D’orso  i villaggi turistici di Cala Capra, Porto Mannu, il Golfo delle Saline, il Villaggio Svedese.

Nel ritornare verso il paese di Palau, Porto Ulisse e la splendida panoramica di Baragge con un belvedere attrezzato da cui si può ammirare e dominare l’intera visuale sull’arcipelago di La Maddalena. Rientrando verso l’abitato la zona di Stintino, Vecchio Marino e la zona di Punta Nera con la sua splendida pineta sul mare.

IL PAESE E LE AREE LIMITROFE

Il Centro di Documentazione, in via Nazionale, la via principale che attraversa il centro, è un buon inizio per esplorare il territorio di Palau: è la sede giusta per scoprire la geologia, l'archeologia e gli aspetti naturalistici della zona. A fianco c'è il Museo Etnografico che riproduce in tutti i suoi aspetti il tipico stazzo gallurese.

Sempre in Via Nazionale, nel 1960, viene edificata la nuova chiesa di Nostra Signora Madonna delle Grazie, la patrona del paese (e da cui ogni anno parte una splendida processione a mare). Sulla Via Nazionale si affaccia la Piazza Due Palme, punto di ritrovo per tutti. Più avanti, Piazza Fresi (sede anche della biblioteca dentro l’omonimo palazzo), e il Porticciolo Turistico che assieme al lungo mare di Palau Vecchio resta il luogo deputato per eccellenza alle passeggiate in riva al mare oltre ad essere punto di ormeggio sicuro con tutti i venti. La sera invece si può passeggiare anche per Il mercatino dell'artigianato e delle opere dell'ingegno che si svolge in estate su Via Nazionale e Via Fonte Vecchia mentre sempre in  Via Fonte Vecchia, ogni venerdì mattina, si svolge il mercato generale all'aperto.

Lasciato il porto, verso ovest, troviamo un tratto di costa che ospita la Pineta di Palau Vecchio anche essa sul mare e diversi villaggi residenziali mentre a seguire la Rada di Mezzo Schifo (da scafo, carena) con la bellissima spiaggia della Sciumara, dove fu affondato l'incrociatore Trieste. “Il 10 aprile 1943, alle 13.45 una formazione di quadrimotori americani bombardò gli incrociatori Trieste e Gorizia all’ancora a Palau davanti all’arcipelago de La Maddalena. La base non aveva una contraerea adeguata a questo tipo di attacchi. Il Gorizia fu gravemente danneggiato, senza affondare. Il Trieste fu colpito da numerose bombe sul ponte che crearono vie d’acqua, ed una esplose vicinissima in acqua sotto la carena, provocando uno schiacciamento con una vasta falla sul lato dritto. E’ su questo lato che la nave imbarcò acqua e si inclinò fino a rovesciarsi e affondare alle 16,13, nonostante tutti i tentativi per impedirlo. Vi furono numerose vittime a seguito del bombardamento. Nel dopoguerra il Trieste fu recuperato portandolo a galla. Il relitto fu trasportato fino a La Spezia dove fu immesso in bacino (ancora rovesciato) e poi demolito (1950). ll Trieste era la nave gemella del Trento, nata dallo stesso progetto ma eseguito nelle Stabilimento Tecnico Triestino. Le due navi erano i primi incrociatori pesanti basati sui vincoli della Conferenza navale di Washington.

In alto e dominante la spiaggia della Sciumara troviamo la fortificazione di Monte Altura, importante opera granitica del sistema difensivo della Marina Militare durante la Seconda Guerra Mondiale. Già all'epoca della sua costruzione (1887-1889) si fregiava del titolo di "Fortezza più bella d'Europa". La costruzione della fortezza al pari delle altre della Costa Sarda e dell'Arcipelago, è da imputarsi alle vicende politiche-storiche della seconda metà del 1800 ed alle loro implicazioni strategiche. In particolare la Fortezza fu edificata per volontà del Regno sardo-piemontese a difesa della costa prospiciente l'Arcipelago di La Maddalena quale punto strategico per la difesa del Tirreno dai potenziali attacchi della flotta navale francese. Nel 1990 la Fortezza è stata ceduta alla Sovrintendenza dei Beni Culturali che ha provveduto ai lavori di restauro della stessa.  Oggi la Fortezza è aperta al pubblico è può essere visitata tramite visite guidate. La Fortezza ospita inoltre l'interessante mostra permanente dedicata alle numerose fortezze costruite alla fine del 700 - "periodo delle fortificazioni" - sulla Costa Sarda.

Ancora più a ovest del golfo si affaccia la porzione più ricercata del territorio: Punta Sardegna - Porto Rafael con la sua splendida piazza, le sue ville eleganti perfettamente inserite nel paesaggio, la piccola chiesa dedicata a Santa Rita, sicuramente uno dei tratti costieri più belli di Palau: da Punta Sardegna, con il suo faro (edificato nel 1913, oggi Osservatorio per il monitoraggio sull'evoluzione costiera e dei fondali), tramite una torretta militare e possibile ammirare  un panorama mozza fiato che consente di visualizzare l’intera costa estendendo la visuale da Porto Pozzo sino a Porto Cervo con tutto l’antistante arcipelago e la Corsica.

Proseguendo lungo la costa  la splendida spiaggia di Cala di Trana e a seguire la località di Costa Serena ove oltre ad una splendida grande spiaggia (adatta per i bambini più piccoli), troviamo un insenatura di candide rocce calcaree dall'acqua incredibilmente trasparente Porto Cuncato o Poltu Cuncatu, con a seguire la  batteria di Talmone (costruita fra le due Guerre) nonché la splendida baia di Cala Scilla soprannominata le Piscine.

Proseguendo Cala Petralana, L’angolo Azzurro e la località di Porto Pollo con l’'isola dei Gabbiani o Isuledda (piccola isola), tale nome gli viene dalla sua condizione di insularità quasi totale, a parte una piccola striscia di terreno che la unisce alla terra ferma. Da questo terrapieno naturale si dipartono due spiagge, alla sinistra quella di Porto liscia e a destra il secondo tratto di Porto Pollo. In tutta la Sardegna questo è il punto più battuto dagli amanti del Windsurf e Kite Surf. Tale fenomeno è dovuto alla presenza continua del vento e ad un mare quasi sempre praticabile in quanto protetto all'interno della piccola baia. La spiaggia di Porto Liscia è un lunghissimo lido, attraversato dal fiume omonimo (adatto per gli amanti della canoa), che segna anche il confine con il comune di Santa Teresa di Gallura. L'ecosistema intorno a questo corso d'acqua è incantevole, alle spalle delle dune di Porto liscia si apre immediatamente il sistema di Stagni della Sciumara, abitati da un gran numero di uccelli in tutte le stagioni. Il fautore di questo habitat è sempre il maestrale che sbarrando la foce con la sabbia e spingendo il fiume all'indietro nel suo stesso alveo, ha fatto si che questo allagasse i terreni circostanti, sicuramente Porto Pollo è una delle zone più importanti della Sardegna, rinomata anche all'estero, per i campionati di windsurf e freestyle.

Ritornando indietro da Porto Pollo verso Palau, troviamo la frazione di Barrabisa ove è ubicato, il Pozzo Sacro e il Nuraghe Barrabisa, sito frequentato anche nel periodo imperiale di epoca romana.

Proseguendo in direzione di Santa Teresa di Gallura e lungo la strada provinciale troviamo la frazione di La Capanaccia, mentre ritornando indietro verso l’abitato di Palau, troviamo le zone interne di Scopa, Li Pintimeddi, San Giorgio ove in prossimità del Monte Casteddu si trova la piccola chiesa campestre dedicata al santo stesso e costruita a cavallo tra il 1400 e il 1500 nonchè diversi altri reperti archeologici romani. Attualmente la chiesetta non è molto utilizzata a parte durante la festività dedicata al santo che si svolge la prima domenica di maggio, giorno in cui l’intera area  viene preso d'assalto da centinaia di fedeli durante la festa campestre eseguita in suo onore. Sempre in zona la tomba dei giganti di Sajacciu e in località Monti Canu quella di Li Mizzani (entrambi tombe collettive ritenute nei secoli luoghi di culto destinati alla rigenerazione dell'energia vitale epoca 1500/1200 a.C). Sempre in località Monti Canu una chiesetta di epoca più moderna e dedicata a Sant Antonio anch’essa viene presa d’assalto da centinaia di fedeli durante la festa campestre eseguita in suo onore il 13 giugno inoltre e possibile vedere il più grande nuraghe della Gallura Lichìa (nella vicina tomba di Li Mizzani), in cui si possono ancora vedere le basi e i resti del villaggio preistorico

In direzione di Arzachena e lungo la strada troviamo il villaggio Turistico di Stazzo Pulcheddu, la frazione di Cuconi e le restanti aree dell’entroterra.

Il centro abitato di Palau è inoltre attraversato dal tratto terminale della ferrovia Sassari-Tempio-Palau linea che dal 1997 è per gran parte della sua lunghezza attiva solo come ferrovia turistica del Trenino Verde Il comune è dotato di due stazioni: la stazione di Palau e quella di Palau Marina. Quest'ultima è il capolinea della ferrovia, ed è situata a poca distanza dall'area del porto commerciale da dove  ogni 15/30  minuti partono i traghetti  per l'arcipelago e l’isola della Maddalena.

DATI TECNICI DI PALAU

Superficie: 44,38 Kmq

Altezza s.l.m.: 5 mt
Abitanti: 4.427
Densità: 99,75 ab./Kmq
Latitudine: 41° 10' 48,67''

Longitudine: 9° 22' 56,82''
Prefisso telefonico: 0789
C.A.P.: 07020
Codice ISTAT: 104020
Codice catasto: G258

Scarica la MAPPA URBANA di Palau in PDF: mappa centro urbano.pdf

 

 

Privacy     Disclaimer